stabiliamo un contatto
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(1992) EMI

Ad un anno e mezzo dalle precedenti, escono queste nuove undici canzoni e il risultato non cambia.
Grande riscontro di vendite e critica.
Si aggiunge una penna d'autore importante nel palmares di Gaetano, Francesco Guccini, l'autore di "Auschwitz" per l'Equipe 84 o "Dio è morto" per i Nomadi, insomma un'altra grande dimostrazione di ciò che il gruppo rappresenta nel panorama musicale.
Guccini concede un capolavoro e...mezzo! Infatti compone "Swatch", un testo che ripercorre le tracce evidenti di "Canzoni alla radio", "Chiedi chi erano i Beatles", "Generazione di fenomeni", un testo generazionale nel significato pieno del termine.
L'urgenza del "contatto" cantata nella title-track s'intarsia bene in questa storia d'amore adolescenziale, metropolitano filtrata dal rimpianto di un adulto,in quelle strofe ci sono pacatezza e rammarico per il tempo che se ne va inesorabile lasciando dietro solo ricordi come foglie svolazzanti al vento di una strada vuota... Guccini replica finendo di comporre il testo "Per la bandiera" di Grandi, dedicata all'orrenda fine della scorta del giudice Falcone. Resta un'immagine forte, lo "strappo di tuono" che lacera le vite di quegli uomini ligi al dovere di Stato, un'immagine rievocativa di dolore e morte in un lampo, il sibilo di vita che si spegne nel silenzio successivo. Saverio Grandi firma tutte le altre canzoni con Gaetano e Andrea sfoggiando una maestria letteraria enorme, riuscendo ad arrivare al cuore del problema: ci stiamo allontanando, torniamo sui nostri passi, confrontiamoci, "stabiliamo un contatto tra di noi"!!

Altro nome nuovo è Jovanotti, che scrive con Carboni "Libero di cambiare", in piena fase di rlfusso e di rivalutazione del proprio personaggio (fino ad allora destinato ai ragazzini): ecco che gli Stadio arrivano prima di tutti gli altri cogliendo il momento di crescita intellettuale del fenomeno telemusicale Jovanotti!
"Universi sommersi" è il debutto come autrice per Bettina Baldassarri, altro talento scoperto da Gaetano e che diverrà presto un altro punto di riferimento tra gli autori degli Stadio.

E' il primo disco suonato da Roberto, registrato da Steve De Maio alla Fonoprint, Chorus, Harmony Deepstone Road, e all' Esagono di Rubiera. Produce ancora Luca Orioli, che suona organo e tastiere; Paolo Caruso suona le percussioni. Paolo Ferrari, Geo Novi e Iskra Menarini fanno i cori; i fiati sono di Maurizio Piancastelli, James Thompson, Sandro Comini, Paride Sforza e Marco Tamburini.
Produttore esecutivo Antonio Colombi.