Heylà salve a tutti,
sono Silvio “a sinistra” Alessandrini.

Nasco nel lontano ‘74, notte fredda ma chiara, con un cielo pieno di stelle che illuminavano la terra . . . ero avvolto in una coperta di lana e a riscaldarmi c’era la carezza del respiro caldo di un bue e di un asinello . . . . . . . . . oops scusate questa è la storia di un altro “SILVIO”.

Beh chi l’avrebbe mai detto che un giorno mi sarei ritrovato a dover scrivere una mia biografia e che questa venisse poi pubblicata sul sito di uno dei gruppi che ha fatto la storia della musica italiana!
Che dire, mi diverto moltissimo a lavorare con loro. Ah, per chi non lo sapesse io sono uno dei tecnici che fanno avanti e indietro sul palco in continuo movimento per cercare di ottimizzare le cose e che a volte ci riescono pure… pensa un po’ il caso.
Per quanto mi riguarda ho quasi sempre fatto questo lavoro: ho iniziato a 17 anni insieme a degli amici (e, ci tengo a precisare, amici all’epoca!) che possedevano un po’ di attrezzatura. Con quello ho iniziato la mia formazione.

“E quando studiavi?” vi chiederete a questo punto, non vi nascondo che questa è la stessa domanda che si è posta mia madre! Beh sono stato molto pratico ho optato per un diploma di tre anni: disegno meccanico al computer, probabilmente avvertivo già il fatto che l’istruzione in Italia non funzionasse poi molto bene ed era il 1992, oggi 2008 non avrei mai pensato che saremmo arrivati a questo punto.

Il primo contatto con gli Stadio è avvenuto, se non ricordo male, il 31 dicembre 2001, un freddissimo capodanno nella piazza principale di Ancona, ed è stata una sensazione particolare per me visto che fino ad allora avevo passato parte della mia adolescenza ad ascoltare le loro canzoni alla radio (e qui gioco di parole) e spesso anche a suonarle!
Già perché avevo un gruppo e ogni tanto un ”ACQUA E SAPONE” ci scappava.
Da li è partita la mia avventura Stadio e ne è passata di acqua sotto i ponti, eppure siamo ancora insieme sempre col sorriso stampato sulla faccia e di questo ringrazio tutto il gruppo.

Ancora una cosa. Vorrei dire a quei quattro che si fossero soffermati a leggere queste righe: “ma veramente non avete niente di meglio da fare che stare a leggere quello che ho scritto?” è proprio vero…..il mondo sta andando a rotoli!
Salutoni a tutti e non vi fate prendere in giro dai sorrisi smaglianti.

IL VOSTRO AFFEZIONATISSIMO.

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