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"Gaetano e Giacinto": ecco il pensiero di Gaetano PDF Stampa E-mail
Scritto da HTMvaLerio  Lunedì 10 Ottobre 2011 18:45

Qui di seguito riportiamo l'intervista pubblicata su "Il Corriere dello Sport" in cui Gaetano parla della canzone dedicata a Scirea e Facchetti.
Ecco, l'articolo espone perfettamente quello che è il pensiero di Gaetano in questo momento...leggetela...

 

"Gaetano e Giacinto i Beatles del calcio"
Racconta Curreri, la voce storica degli Stadio: "Scirea e Facchetti, due campioni. Il resto non conta"

Articolo pubblicato sul Corriere dello Sport del 7 ottobre 2011
di Francesca Fanelli


ROMA - Gaetano e Giacinto sono due tipi che parlano niente... ma in questo frastuono è rimasta un'idea...
Curreri, lo ammetta, la sua "Gaetano e Giacinto" è una canzone ambiziosa...
Ambiziosa? Si, mi piace molto l'idea. Ha ragione, ambiziosa. Ma è un complimento. Erano anni che volevo mettere in musica la vita di due campioni come Scirea e Facchetti e quando Mingardi me l'ha portata, lui che li aveva conosciuti, ho capito che era lei, la mia canzone.

 

Gaetano e Giacinto però è molto di più.
Quado è morto Scirea sono stato molto male, avevo perso un amico immaginario, come quando è mancato John Lennon, un pezzo di vita che se ne andava. Io sono un musicista, parlo con la musica, è l'unico linguaggio che so. La canzoni in più hanno il valore della memoria. Mi è successo anche con Pantani. Giacinto e Gaetano sono due miti del calcio, sono cresciuto con loro.

Musicista, filosofo, la passione del pallone dentro: quanti Curreri ha?
Uno, Io sono un artigiano della musica, è la mia arte. La mia vita è musica, le polemiche mi scivolano addosso, ma se ho voglia di dire una cosa la dico, anche se non mi piace. E c'è il calcio.

Il calcio dica...
Tutto torna, Glielo ho detto, sono cresciuto con l'esempio di Scirea, ai miei tempi giocavo a pallone, ero terzino sinistro, ero alto, mi mettevano sulla fascia e io correvo, correvo su e giù. Una volta uno mi urlò:"Chi ti credi di essere Facchetti?". Ma io correvo e basta, lui era un campione. La canzone, diciamo, ora è un debito di gratitudine.

Resta ambiziosa, i veleni di Calciopoli non sono passati.
E' una storia che non mi interessa. La cronaca, i processi fa ìnn un'altra strada. Il mio scopo era cantare quello che io penso di loro. Sono due che hanno scritto pagine di calcio, che sono nei libri, il resto non conta per me. Le intercettazioni, gli scudetti tolti e dati... quando siamo partiti con questo progetto non ne abbiamo tenuto conto. Scirea e Facchetti per me sono poesia, così credo di averli messi nel posto giusto, dove meritano. E non nella polvere... Il mio non è un tentativo di parificazione, assolutamente. Non mi tocca la faccenda, io canto e ho le mie idee.

Ma sul web ha girato di tutto, polemiche, critiche...
Si, ma devo dire le abbiamo affrontate con serentità. Viviamo in un paese di tifosi, è difficile mettere tutti d'accordo. Io tifo Fiorentina eppure l'altra sera - non dovrei dirlo - ho esultato per i gol di Marchisio... Resto un musicista, accetto le critiche se sbaglio a suonare, le altre sono parole dette anche troppo in libertà. Io vivo di punti fissi. Scirea e Facchetti sono i miei Beatles del calcio e non solo perché li ho cantati, ma perché i personaggi in questione hanno cambiato gli uni il pallone, gli altri la musica. Scirea era il libero che faceva gol, Facchetti il terzino che segnava. Prima e dopo di loro il mondo è stato diverso, tutti gli altri si sono messi in mezzo. Loro fanno da segnalibro. Vale per pochi, i Beatles, Battisti e Vasco, mio amico, anzi mio fratello. Se non avessi incontrato lui, chissà oggi cosa sarei..

Corriere dello sport.

 

 

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Ultimo aggiornamento Lunedì 10 Ottobre 2011 22:33
 

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