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lettera di Saverio Grandi Stampa E-mail
Scritto da Daniele Mignardi  Lunedì 01 Giugno 2009 18:06

Riceviamo da Saverio e volentieri pubblichiamo.

“Per la Bandiera?”

Vorrei dire due parole riguardo a “Per la Bandiera”.
L’ho scritta di getto dopo la morte di Paolo Borsellino.
Era da poco stato ucciso anche Giovanni Falcone.
“Per la bandiera” è stata scritta per la scorta di Borsellino e per quella di Falcone. Con uno spirito (mi si conceda la presunzione), pasoliniano, perché spesso e volentieri si dimentica che a morire non sono solo i cosiddetti personaggi di spicco, giudici e magistrati come politici o sindacalisti, ma anche le persone che erano lì, purtroppo invano (quando esplode un’autostrada non ci sono armi in grado di controbattere), a cercare di proteggerli.
Sono passati tanti anni dal giorno nel quale ho scritto il testo di quel brano. Non sono cambiate molte cose.
Perché?
Falcone e Borsellino e le loro scorte e tutte le altre vittime di Mafia sono quindi morte invano?
La canzone, vent’anni fa, non aveva molta fiducia nello Stato. Basta leggere il testo, mirabilmente reso poetico  dagli abbellimenti di Guccini.
Ma lo stato chi è?
E, soprattutto, gli Italiani, chi sono? E dove, sono?
Gli italiani sono pigri. Sono presi dal contingente. La Mafia, che altro non è che uno stato parallelo, fa il suo sporco interesse.
La mafia è così radicata sul territorio perché, diversamente da altri paesi europei e non, il popolo italiano non è sul territorio.
E’ nel suo orto, a controllare il rosso dei pomodori.
E’ davanti alla tv, a verificare personalmente il silicone delle tette di una figurante del g.f.
Il popolo è dal commercialista a chiedergli come frodare il fisco.
Cosa può importare a gente così di Falcone e Borsellino e delle loro scorte?
Se la Mafia (maiuscolo, d’obbligo), è da sempre collusa con la politica ed il cosiddetto statodidiritto come è possibile che siano solo gli studenti e pochi altri a manifestare contro?
A non votare politici che sono chiaramente collusi con la mafia quando non la mafia stessa?
L’omertà non è più solo siciliana, è diffusa.
Quale paese al mondo ha, e vorrei una risposta, sul suo territorio così tante organizzazioni criminali come l’Italia?
Mafia, Andrangheta, Camorra, Sacra Corona Unita, e chi ho dimenticato?
………………………………………
Oggi, credo, scriverei una canzone diversa.
Una canzone sugli italiani e la mafia.
Se la mafia (minuscolo), impunemente o quasi, ha distrutto famiglie e sogni di vera libertà è perché, a parte uno sparuto gruppo di giudici, ed alcune persone libere, il problema mafia non ha mai toccato davvero gli italiani.
Per essere d’accordo basti osservare quale è oggi , in questi giorni di politica gossip e di gossip politica, l’opinione sugli italiani delle maggiori testate giornalistiche mondiali.
Ma gli italiani se ne fregano. Non lo sanno. Davvero, non lo sanno. Come potrebbero saperlo?
Gli agenti delle scorte sono morti solo per una bandiera?
Non sarebbero morti se qualcuno avesse alzato la voce, o anche solo la mano, per dire basta.
La mafia è una potentissima organizzazione criminale, ma poca cosa di fronte ad una nazione compatta.
Che però non esiste, e mai esisterà, se non nella follia di pochi idealisti e negli occhi delle generazioni future, che, mi auguro, metteranno fine a questa barbarie dal volto umano.

Saverio Grandi

Ultimo aggiornamento Martedì 22 Settembre 2009 02:43
 

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