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E alla fine un unico, grande abbraccio degli uomini della scorta a Gaetano. Una sola, ingombrante emozione fin dai primi versi di "Per la bandiera" ("Io sono qui per la legge/o meglio noi siamo la scorta/proteggo un uomo importante/.../questo mestiere mi ha scelto/almeno ho un lavoro sicuro/perchè ho una moglie ed un figlio/e devo pensare al futuro,almeno finchè ne avrò ...",e di più al momento di "Sento uno strappo di tuono/in questo sabato sera/sassi ed asfalto nel cielo/di fuoco rosso e lamiera/non sento male è un istante/ma ora il futuro è chimera/e tutto questo per niente/solo per una bandiera...").
Questa è stata la partecipazione degli Stadio alla cerimonia di Capaci di oggi, in ricordo delle vittime della scorta del giudice Falcone. "Quasi non riuscivo a cantare", dice Gaetano, che è sceso a Palermo con Fabrizio Foschini su invito della vedova Montinaro, agente della scorta di Falcone quel pomeriggio del 1992, "su quel palco con tutti gli uomini del reparto che scortava i giudici Falcone e Borsellino...Mi hanno ringraziato, alla fine mi hanno travolto con un abbraccio che non dimenticherò. Ci hanno fatto sentire due di loro, mi hanno fatto capire quanto lontano è arrivata questa canzone". "Per la bandiera" fu scritta proprio all'indomani dell'attentato di Capaci da un "ispiratissimo" Saverio Grandi, con Gaetano, che firma la musica, e con Francesco Guccini, che concluse una parte del testo.
Martedi 26 Gaetano (con Andrea) sarà a L'Aquila per un incontro con i ragazzi della città e giovedi 28 a Frosinone con la Nazionale Artisti di Basket, sempre a sostegno dei terremotati dell'Abruzzo.
L'impegno civile degli Stadio in questi anni continua ad essere "discreto, sottovoce, efficace, mai messo sotto le luci delle telecamere e mai strumentale" al successo della band. E' una questione di stile.
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