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L'esigenza di raccontare...
Il 30 Marzo seduta in una comoda poltrona del Teatro “Acacia” di Napoli, fila 18 posto 12, mi preparo a qualcosa di diverso, l’esibizione degli “Stadio” e al tempo stesso immagino che dietro quel sipario ci sia qualcosa da raccontare.
Alle ore 21,30 circa si apre lo scenario...dolci e tenere note si srotolano come un tappeto chiuso da anni e si propagano come volessero iniziare a dire qualcosa...pochi istanti per capire che nulla sarebbe mancato in quelle ore che accompagnavano il mio entusiasmo.
Andando a ritroso nel tempo, dico che avevo solo 19 anni quando per la prima volta mi portarono ad ascoltare gli “Stadio”, di tempo ne è passato, ma l’emozione che provai in quella situazione si è ripresentata anche in questo rilucente concerto..espressione, interpretazione, desiderio di comunicare, insomma elementi che non sempre si riscontrano in altre situazioni musicali, ma non posso negarlo, in questo gruppo nonostante il tempo sia passato, tutto è rimasto incorrotto, si capisce che il loro comunicare attraverso la musica, voglia dire...siamo come sempre! I colori delle luci che forgiavano, come un vaso di terracotta poggiato su di un tornio, ogni angolo del palco..poi ad un tratto, tutto si spegne, l’unica luce è quella di qualche candela che illumina un piccolo spazio..note che come per magia lasciano che il tempo non vada via..la musica continua ancora, con il suo ritmo che travolge ogni piccola fantasia, lasciando che l’energia diventi armonia... Questo è il mio pensiero... Questo è il mio racconto
Grazie “Stadio”
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