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"Diluvio Universale" su Roma PDF Stampa E-mail
Scritto da dott. Vicinanza  Giovedì 26 Marzo 2009 17:04

GLI STADIO TRASCINANO LA CAPITALE IN VORTICE DI EMOZIONI

Un “Diluvio universale” si è abbattuto ieri sera su Roma. Mentre sulla città capitolina si scatenava l’ira di  Giove Pluvio, all’interno del Gran Teatro  tremila spettatori sono stati travolti da un’impetuosa tempesta di parole e musica e trascinati “in questo vortice” di emozioni e forti sensazioni.
E’ il “diluvio universale” degli Stadio, tornati nella Capitale dopo quasi due anni di assenza.
La generosissima band emiliana (due ore e mezzo sul palco, con una ricca scaletta di brani nuovi ben miscelati con quelli vecchi) fa ancora una volta centro; il pubblico risponde positivamente scatenandosi nella travolgente apoteosi finale, in cui nessuno riesce a restare incollato alla propria poltrona. Gli Stadio, con questa nuova produzione, hanno voglia di rischiare e si vede. Dopo la recentissima pubblicazione di un disco che rappresenta una parziale inversione di rotta rispetto alle ultime due produzioni (decisamente più incentrate sul pop-melodico), ecco un nuovo azzardo, con la proposizione dal vivo in tour dei nuovi brani a pochi giorni dall’uscita di “Diluvio Universale”.
L'avvio del concerto è dedicato, ovviamente, all’esecuzione di gran parte dei brani di “Diluvio Universale”, irrompendo sul palco con le note della piacevolissima “Benvenuti a Babilonia” e proseguendo con  gli altri pezzi più rock quali “Diluvio Universale” e “Perdiamoci”, alternati con alcuni brani del precedente  lavoro “Parole nel vento” con  “E mi alzo sui pedali”, “Parole nel vento” e “Innamorarsi ancora”.
Gran parte del pubblico non conosce ancora i nuovi brani e si immerge con estrema attenzione nell’ascolto, mentre si lascia andare ad una maggiore interazione con uno scatenato Gaetano Curreri solo quando  dal palco partono le note di quelle hit con le quali ha una maggiore confidenza.
Gli Stadio appaiono in ottima forma, desiderosi di fare quello in cui riescono meglio, cioè, entusiasmare gli spettatori con le loro performance dal vivo (malgrado non manchi il ricorso alle basi registrate di alcuni strumenti, per cercare di riprodurre con maggiore fedeltà il suono della versione di studio): il loro leader, Gaetano Curreri, è carico come una molla e tra una canzone e l’altra si ferma a parlare al pubblico, elargendo ringraziamenti a chi – tanti anni fa- ha consentito loro di continuare questa magica avventura degli Stadio.
La band emiliana sviscera  quanto più possibile i tanti pezzi pregiati che caratterizzano la loro storica carriera e quando proprio non riescono a inserire in scaletta tutto ciò che vorrebbero, ecco dei gradevolissimi medley acustici, il primo dei quali – una novità rispetto ai tour precedenti -  caratterizzato dalla presenza in scena della sola calda voce di Curreri spalleggiata dalla chitarra del fido Andrea Fornili.
Nel prosieguo dello spettacolo torna a fare capolino il nuovo album: dapprima è “Resta come sei” che Roma si regala con il gradevole duetto con il capitolino Fabrizio Moro, come nella versione registrata in studio. Poi, è la suggestiva “La mia canzone per te” suonata al piano e cantata dallo stesso Curreri, dopo averla dedicata a Peppino Englaro, papà della sfortunata Eluana, recentemente deceduta. Al termine dell’esibizione (peraltro a lume di candela) l’emozione rapisce chiunque, dallo stesso cantante sul palco al pubblico che gli reputa uno degli applausi più calorosi della serata.
Dopo la pausa, invece, i bis sono dedicati ai grandi classici, con il trittico finale “Generazione di Fenomeni” -“Stabiliamo un contatto”-“Allo stadio” che porta gran parte del pubblico a correre sotto il palco, saltando, cantando a squarciagola e cercando di dare la mano ad uno scatenatissimo Curreri.
Il concerto termina con un’ovazione per questi sei musicisti figli di una… generazione di fenomeni musicali: una menzione particolare merita, infatti, non solo il bassista Roberto Drovandi ed il batterista (nonché co-fondatore) del gruppo Giovanni Pezzoli, ma anche il trombettista e corista Maurizio Piancastelli ed il pianista Fabrizio Foschini.
E dopo la musica di ieri... le parole di oggi, con la presenza degli Stadio al cospetto del loro pubblico, alla Feltrinelli di Via Appia Nuova, per concludere un’intensa due giorni che difficilmente i fan romani potranno dimenticare.

Gianluca Vicinanza

Ultimo aggiornamento Martedì 22 Settembre 2009 02:48
 

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