“DIAMANTI & CARAMELLE” (2011)
“DIAMANTI & CARAMELLE”
11 canzoni, tra cui un duetto con Noemi, per un disco “felice”, “positivo”
Con “Gaetano e Giacinto” anche un omaggio ai campioni Scirea e Facchetti
Ancora una volta gli Stadio portano più in là il confine di riflessione su quello che ci gira intorno e dentro di noi. ”Qui è come se domani/non ci fossero più stelle/è come se diamanti/diventassero caramelle/è come se il mattino non portasse mai più il sole”, qui è la sintesi concettuale dell’album: la dialettica tra il valore reale e quello apparente, tra la bellezza del diamante e la dolcezza delle caramelle, tra la durezza del bello e la felicità di un momento; dove il contrasto ideologico si risolve nel vissuto, nel perpetuo moto del vivere; dove «la felicità va fermata perchè passa veloce» (facendo metafora del concetto tanto caro all’antico pensiero filosofico), in un momento, in un battito di vita, ma la felicità esiste, basta ricercarla nella quotidianità, negli occhi di chi ci è davanti, negli incontri di ogni giorno…
Le canzoni: «La Promessa» (che apre e chiude l’album, prima con il solo Curreri ad interpretarla e poi in duetto con Noemi); «Diamanti e Caramelle»; «Ferma la Felicità»; «Inseparabili»; «Piuttosto che non averti mai incontrato»; «Poi ti lascerò dormire» ; «Gaetano e Giacinto»; «Amore Addio»; «Fammi sbagliare»; «Onde d’inverno»; «Un Passo dopo l’Orizzonte».
"Stiamo vivendo un’epoca dove si confondono i valori, che siano diamanti o caramelle. Tutti noi sappiamo quanto sia importante un diamante ma altrettanto può esserlo una caramella», racconta Curreri dell’originale concept del disco «ed ancora più importanti sono le cose che ci appaiono semplici - scontate molto spesso - ma che nascondono la vera felicità: un cielo stellato, il mare visto in una giornata in cui siamo tristi... Con questo disco abbiamo voluto tirar fuori la poesia che c’è nella vita di ciascuno e nel rapporto a due, non c’interessava la cronaca di questi tempi. Vorremmo che la gente fosse felice ascoltando le nuove canzoni».
Due anni fa, precursori di temi oggi tanto attuali, gli Stadio cantavano del «Re Mida che non trasforma più niente in oro, anzi ha successo come imbonitore in tv» ("Benvenuti a Babilonia"), ora i temi si fanno più intimi, e torna preponderante nel disco quel mondo femminile che la band sa definire come pochi, e diventa il termine di raffronto, il moltiplicatore delle emozioni: un idillio che non finisce mai e a cui gli Stadio dedicano ora un inno all’amore « universale » come «La Promessa» o «Onde d'inverno», tra le altre del disco. «Tra le onde d'inverno trascinate al ritorno/sei un cerchio perfetto in un centro profondo/sei un attimo eterno e un paradiso nel cuore/mentre accanto al tuo viso posa ancora quel fiore/Sei coperta nel gelo e acqua fresca d'estate/un bacio profondo dato a labbra salate/sei frasi studiate e un percorso nel cuore/un comodo letto su cui fare l'amore/...trascinate al ritorno»
E’ un album solare, pieno di vita, di gioia interiore, mai banale, mai scontato nella declinazione dei valori positivi di ciascuna canzone, con un lavoro attento sui testi, sui suoni e sulle scelte delle collaborazioni: Saverio Grandi su tutti, firma ormai autorevole, che scrive e produce con gli Stadio da anni, che condivide con Gaetano Curreri idee e canzoni, in un crescendo di « successi » ; Noemi, una “visita ricambiata” dopo che Curreri e Vasco Rossi hanno scritto per lei la hit “Vuoto a Perdere”; Carlo Rizioli, un’altra «scoperta» del «laboratorio Stadio» (che annovera da Luca Carboni allo stesso Grandi) una nuova firma della musica italiana; Andrea Mingardi, che ha scritto con cuore e fede calcistica «Gaetano e Giacinto», dedicato a due campioni, a due uomini di un calcio che non c’è più, come Gaetano Scirea e Giacinto Facchetti, un’apparente digressione calcistica (rispetto ai temi del disco) solo per allargare il concetto di valori unici ed universali.
Ecco l’incipit del testo. «Gaetano e Giacinto sono due tipi che parlano piano/anche adesso, adesso che sono lontano/ma in questo frastuono è rimasta un'idea/un eco nel vento, Facchetti e Scirea/La palla accarezza i fili d'erba/come un pianeta ben educato/buca la nebbia di un paese lombardo/provincia di un mondo dimenticato»
"Scirea e Facchetti sono i Beatles del calcio", dice Curreri, ricordando che gli Stadio dedicarono "Chiedi chi erano i Beatles" ai "Fab Four", "quell'interezione, quell'invito di allora rivolto ai giovani ben prima che la generazione degli anni '80 riscoprisse i Beatles, oggi lo faccio ai ragazzi che si avvicinano al calcio, allo sport, ma anche a quelli che hanno bisogno di guide, di punti di riferimento. C'è bisogno di riscoprire il sacrificio, il profumo forte della conquista: Gaetano e Giacinto sono partiti dai campi di provincia alla conquista del mondo, una bella metafora sul senso della vita..." .
Gli Stadio e Emi Music Italy hanno deciso di devolvere la loro parte di proventi derivanti dalla canzone alle fondazioni dedicate ai due indimenticati campioni.
«Diamanti&Caramelle» arriva al giro dei 30 anni (nel 2012) di attività discografica della band emiliana. Il nuovo progetto nasce dal lavoro creativo e in studio di Gaetano Curreri e Saverio Grandi, con gli altri Stadio - Andrea Fornili, Giovanni Pezzoli e Roberto Drovandi – in collaborazione con l’arrangiatore Nicolò Fragile. Due anni di lavoro sulle canzoni, e molto di più nel caso di «Gaetano e Giacinto», dato che, già nel 2007, Curreri annunciò in pubblico, in occasione di un concerto a Torino, che avrebbe voluto dedicare una canzone a Scirea.
Una volta di più, gli Stadio confermano di essere una grande band - capace di coniugare la verve della «live band» con lo stile e la raffinatezza della musica d’autore - che sa rinnovarsi nelle canzoni e nei temi trattati (sempre diversi) frutto di una ricerca stilistica, tecnico-musicale, e di un confronto con il pubblico («trasversale», «generazionale») nei tanti concerti che, di anno in anno, realizzano in Italia e all'estero.
Le canzoni di “Diamanti&Caramelle”
La Promessa (feat. NOEMI)
“Io non ti deluderò lo sai/voglio dirti che sarò capace/di proteggerti e di difenderti/se un giorno il buio insidierà la luce/…/Vorrei capissi quanto sei importante/ti voglio adesso e sempre/è questa la promessa che io faccio a te”.
“La Promessa” è una dichiarazione d’amore in puro stile Stadio scritta a quattro mani da Gaetano Curreri e Saverio Grandi. E’ uno di quegli inni all’amore “universale” ormai tanto rari al giorno d’oggi. Gli autori la definiscono una “illuminazione”, una canzone nata da un’ispirazione “superiore” in cui note e testo hanno una loro compattezza e forte emozionalità.
Diamanti e Caramelle
“Qui è come se domani non ci fossero più stelle/è come se diamanti diventassero caramelle/è come se il mattino non portasse mai più il sole/è come se ogni mio gesto avesse un nome/errore/e sono qui” “Diamanti e Caramelle” è un brano forte ed intenso che dà il nome all’album. Se fosse un “diamante” questa canzone ne rispecchierebbe tutte le principali caratteristiche: la brillantezza (per i contenuti del testo), il taglio (si divide tra passione e slanci del cuore), la caratura (delle emozioni che trasmette) e la purezza (per la semplicità del linguaggio). Se fosse una “caramella” sarebbe una di quelle con il cuore morbido.
Ferma la Felicità
“Cadono le foglie/e la vita va/ogni giorno uguale/e la felicità/passa e va veloce/domani chi lo sa/ma tu stavolta fermala/quando passerà di là.../Passa e va veloce/la felicità/ma tu stavolta fermala/ferma la felicità” “Ferma la Felicità” è una canzone nata sull’ispirazione filosofica del “carpe diem”. All'uomo non è dato di conoscere il futuro, né tantomeno di determinarlo. Solo sul presente si può intervenire e solo sul presente, quindi, devono concentrarsi le azioni, cercando di cogliere le occasioni, le opportunità, le gioie che si presentano oggi, senza timori per il futuro.
Inseparabili
“Afferriamo nuova libertà/ci accorgiamo quanto è facile esser veri/incollando il corpo all'anima/diventiamo inseparabili/Siamo un battito veloce di cuore e ali insieme/mani che si cercano, la mente senza più catene” “Inseparabili” è una “ballata” perfetta per chi vive un amore a distanza, per le coppie che attendono il giorno, il momento d’incontrarsi per “fermare il tempo”. L’amore, ci dicono gli Stadio, è il collante che unisce qualsiasi tipo di lontananza. Mette le ali e libera la mente… fosse anche solo per il tempo di un incontro.
Piuttosto che non averti mai incontrato
“Sai non importa no/se lacrime asciugherò/io non voglio lasciarti per non essere lasciato/è sbagliato/no, non importa no/va bene anche se soffrirò/piuttosto che non averti mai incontrato e amato” “Piuttosto che non averti mai incontrato” è un atto di totale abbandono all’altro. Nell’amore non esistono regole, manuali, strategie di comportamento: alla fine decide sempre il cuore. E’ capitato a tutti nella vita.
Poi ti lascerò dormire
“E mi invadi gli occhi/sei fiume in piena e rompi gli argini/e allora mi incanto, rallento un momento/mi chiedo se domani sarà ancora uguale/stretta sui miei polsi...nel buio tanta luce può accecare/ma un attimo ancora, risvegliami ancora/e poi ti lascerò dormire/e poi ti lascerò dormire/e poi ti lascerò dormire” “Poi ti lascerò dormire” racconta la storia di un uomo vinto dall’amore. Gli Stadio, ancora una volta, ci mostrano l’altra faccia dell’amore. Esistono le sconfitte a cui nessuno può sfuggirvi. L’amore significa anche partenza, addio, illusione; è un sentimento che costa caro ma che vale comunque ogni centesimo del suo prezzo.
Gaetano e Giacinto
“Gaetano e Giacinto sono due tipi che parlano piano/anche adesso, adesso che sono lontano/ma in questo frastuono è rimasta un'idea/un eco nel vento, Facchetti e Scirea/Gaetano e Giacinto sono due tipi che parlano niente/con un solo passaggio uniscono milioni di… gente/ma in questo frastuono è rimasta un'idea/un eco nel vento, Facchetti e Scirea” La band bolognese lancia un brano dedicato ai due campionissimi di Juventus e Inter, (Gaetano) Scirea e (Giacinto) Facchetti, simboli di fair play. La canzone rievoca due storie italiane di provincia salite alla ribalta del calcio mondiale; è il tributo a due grandi campioni “silenziosi”, a due uomini, a due icone per le tifoserie di Juventus e Inter - ma anche per tutti gli appassionati di calcio.
Amore Addio
“Tu sai che mai vorrei rinunciare a te/ma è inevitabile/doppi giochi no/e lei ha occhi che chiedono amore/lei ha parole che tu/non sai più dire/Amore addio io vado via/cancello la fotografia/perdonami se ancor non so assomigliare a te”. “Amore Addio” è un atto di coraggio. Bisogna “chiudere le porte”, lasciare che l’amore prenda un nuovo corso quando certi sentimenti, certe sensazioni esulano oramai dalla nostra vita. Quando una storia giunge al termine conta la forza e la determinazione di chiudere momenti di vita, di coppia che sono ormai finiti! Per questo è importante lasciare che certe storie finiscano.
Fammi Sbagliare
“Fai di me quello che vuoi ma fammi andare/Fai di te quello che vuoi, fammi sbagliare/Sai io non ci credo più/Amore che non puoi/Amore che non vuoi più amore/Eccomi in bilico/Tra un rimpianto e un ricordo/…/Perché tutto sa di niente e il niente è in me” ”Fammi Sbagliare”. Nella vita si sbaglia sempre, perché in ogni scelta c'è qualcosa di sbagliato e qualcosa di giusto. Sempre si sbaglia (come sempre si ha ragione), e comunque, una volta orientata la nostra azione, non serve chiederci "chissà come sarebbe andata se..."; ecco perché è meglio fare ciò che sentiamo di dover fare.
Onde d’Inverno
“E pur d'averti per un'ora o anche solo due minuti/farei mille giri su me stesso/come un acrobata e poi ti verrei a cercare/Tra le onde d'inverno trascinate al ritorno/sei un cerchio perfetto in un centro profondo/sei un attimo eterno e un paradiso nel cuore/mentre accanto al tuo viso posa ancora quel fiore”. “Onde d’inverno” è dedicata ad un amore, all’amore per una donna molto speciale. Il mondo femminile nelle canzoni degli Stadio è ricco di amori e donne forti, audaci, coraggiose, intelligenti, passionali a cui dedicarsi senza riserve e per cui vale anche la pena mettersi in gioco senza calcolare le fatiche e i rischi.
Un passo dopo l’orizzonte
“Sei il traguardo che non taglierò/Sei già dopo quello che io so/L’orizzonte che attraverserò con te/Con te/…/Tu, l’aquilone a cui mi legherò/Sei già vento ma io soffierò/Come è bello il mondo visto da quassù/Con te/Io e te. “Un passo dopo l’orizzonte” rappresenta il cammino dell’amore che va oltre, va più in là…. Se l’orizzonte simboleggia la consapevolezza, l’invito degli Stadio è quello di superarla perché l’amore è follia e chiede di essere vissuto senza “limiti” di emozioni.
Gli Stadio sono:
GAETANO CURRERI voce e cori
GIOVANNI PEZZOLI batteria
ANDREA FORNILI chitarre, tastiere e programmazioni
ROBERTO DROVANDI basso
Altri musicisti:
SAVERIO GRANDI chitarre acustiche, elettriche e chitarra 12 corde; pianoforte, tastiere, programmazioni
NICOLO' FRAGILE pianoforte, tastiere, hammond, programmazioni, cori
FABRIZIO FOSCHINI pianoforte in “Diamanti e caramelle”; “Amore addio” e “Un passo dopo l’orizzonte”
PARIDE SFORZA sax
Cori di CARLOTTA CORTESI, FABIO CAMPEDELLI e ELISA PAGANELLI
Prodotto da Saverio Grandi e Gaetano Curreri
Produzione esecutiva di Antonio Colombi
Saverio Grandi ha arrangiato “La promessa”; “Ferma la felicità”; “Inseparabili”; “Piuttosto che non averti mai incontrato”; “Gaetano e Giacinto” e ”Onde d’inverno”
Nicolò Fragile ha arrangiato “Fammi sbagliare” e “Poi ti lascerò dormire”
Andrea Fornili ha arrangiato “Diamanti e caramelle”; “Amore addio” e “Un passo dopo l’orizzonte”