PUOI FIDARTI DI ME
(1989) RITZLAND RECORDS
Trascorrono tre anni prima che gli Stadio riprendano a realizzare un disco completamente inedito; la formazione ha subito continui mutamenti e il sound ne risente con una scarica di funky e meno rock.
Il 6 gennaio 1989 Gaetano, Giovanni, Nanni e D'Onghia entrano in sala accompagnati dal produttore Roberto Costa e dal chitarrista Bruno Mariani, uno dei personaggi più noti della scena musicale emiliana per le partecipazioni ai dischi e concerti di Dalla, Lolli, Carboni, Ron, quindi un'amico di vecchia data e con cui gli Stadio avevano appena finito di lavorare in occasione del progetto "DallaMorandi".
Infatti è un disco pensato e composto durante quel progetto, in giro per la penisola e in Europa, realizzato nei primi due mesi dell'anno e pubblicato in aprile.
La novità è costituita da una canzone scritta da Ron con uno sconosciuto Biagio Antonacci(!) ma soprattutto Saverio Grandi che proprio un anno prima aveva iniziato a scrivere canzoni con Gaetano e che ora diventa l'artefice di gran parte dei testi di "Puoi fidarti di me", a sua volta, la title-track è opera di Luca Carboni.
Il modo di scrivere di Grandi in questa prima occasione è ancora molto vicino al clichè dei testi della musica italiana (di ben altro spessore le canzoni dei successivi dischi!).
Ci sono "Vai vai", che un anno fa è stata ripresa per il mercato anglosassone da Mike Francis; "Se dico donna" che rimane una delle canzoni più riuscite degli Stadio, in cui Grandi riesce ad esprimere concetti di un rinnovato spessore; "Stupidi" che Vasco Rossi voleva che si intitolasse "Stupidi gli americani" e dove inveisce contro l'incomunicabilità sociale, gli stupidi stereotipi di quella società moderna e con un verso che si rifà al giovane Jovanotti, "e non stare lì a guardare con la faccia della festa"...
Poco riuscite le altre canzoni, forse troppo cantautorali e rispecchiano l'incertezza del gruppo in quel momento!
label info
Rudy Trevisi, Sandro Comini e Marco Tamburini suonano i fiati; la programmazione dei computer (ce ne sono anche troppi...) è di Luca Bignardi, i cori sono fatti da Dalla, Gianni Morandi, Iskra Menarini e Angela Baraldi. Si registra alla Fonoprint.
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