BALLATE FRA IL CIELO E IL MARE
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(1998) EMI

Canzoni d'amore. Dietro, ci trovi storie di visi e addii; dentro, ricordi e trepidazioni. Nelle canzoni d'amore degli Stadio ci trovi la vita di tutti i giorni.
L'iconografia letteraria della band ha diverse interpretazioni: l'amore è una di queste. Le storie che raccontano non le leggi sulle cronache rosa dei giornali ma le vedi in giro - tra gli angoli freddi e bui delle città e gli orizzonti tediosi della provincia italiana - e sono storie che invecchiano bene!
Da qui l'esigenza di farne una raccolta.

Un invito ad innamorarsi ancora dei loro classici e ad emozionarsi con le nuove canzoni ma pure "ballate", nel senso di canzoni che hanno viaggiato tra i cuori della gente per miglia e, di nuovo, pronte a "salpare" (o "decollare", fate voi!)...
Tre inediti e tanti bei ricordi.

I primi.

MUOIO UN PÒ (Driving with the brakes on) è la prima cover realizzata dalla band, scritta dal leader degli scozzesi Del Amitri, Justin Currie, e resa benissimo in italiano da Saverio Grandi.
La storia di un addio avversato, di notti insonni e senza meta (Ma chissà dove sei tu adesso/vorrei dirmi "fa lo stesso..."/ci provo ma non posso/cosi io muoio un pò) che ritroviamo nel secondo inedito, FRA IL CIELO E IL MARE, dove le pulsazioni si fanno frenetiche e si ricerca un amore perduto perchè, in fondo, si vuole ritrovare sè stessi (Come mi salvo/se quando apro gli occhi non ci sei/cosi da solo non sono stato mai/.../E questi miei occhi/ senza che i tuoi ci si specchino dentro/ si sono spenti ormai). Anche SEMBRA QUASI CHE NON C'E' è la cornice di un idillio concluso: il ritorno alla realtà per una storia che era amore e complicità (Gioco/e poi mi nascondo un pò/perchè cosi è la vita o la paura che ne so/ma qui nel silenzio/finisce il gioco e sento solo quello che/ho dentro...).

Autrice degli ultimi due inediti è Bettina Baldassarri, che con Gaetano Curreri aveva già firmato Universi sommersi, Ballando al buio, Ti mando un bacio e Un volo d'amore, ormai una delle più ispirate firme della musica italiana.

Le altre canzoni, le classiche.

E' come riavvolgere un filo di Arianna lasciato scorrere in questi anni, gli Stadio le hanno cantate nei concerti e regalate alla gente, che le ha fatte proprie, ora loro sono tornati a suonarle, a pensarle in una veste nuova. Incisa per la prima volta nel 1984, ora C'E' è diventata quasi un Rap (per come lo sa fare Gaetano!) e il risultato è straordinario...
UNIVERSI SOMMERSI acquista un'intimità che non aveva del tutto nella versione di Stabiliamo un contatto, stesso discorso per AL TUO FIANCO e PELLE A PELLE, con nuove partiture di archi. Bellissima la versione swingata di SEGRETERIA TELEFONICA, re-arrangiata con la collaborazione del trombonista Sandro Comini (da anni loro stretto collaboratore) e della sua Village Big Band.
La celebre VORREI è stata realizzata mantenendone alterato il groove, l'impatto live che ha sempre avuto nelle tournée della band. Di BALLANDO AL BUIO e VAI VAI è stata rivista tutta la parte ritmica.
Altre canzoni sono rimaste come ce le ricordavamo: le recenti TI MANDO UN BACIO e UN VOLO D'AMORE, tratte dall'album Dammi 5 minuti, oppure CHE SARA' DI NOI, pubblicata ormai nove anni fa.
Discorso a parte merita BELLA PIU' CHE MAI, lasciata cosi come la conoscevamo.
La versione originale era inclusa nella raccolta Canzoni alla Stadio del 1988 (ormai fuori catalogo), cosi, attraverso il sito internet, sono stati tanti i fans che l'hanno richiesta nella versione di allora.
L'attuale raccolta esaudisce questo desiderio!

label info
  • Registrato alla Fonoprint di Bologna
  • prodotto e arrangiato con Celso Valli (già produttore per l'ultimo album di Vasco Rossi, per Eros Ramazzotti e Claudio Baglioni
  • Con gli Stadio hanno suonato :
  • Mirko Dalporto, programmazione e tastiere;
  • Paride Sforza, sax alto;
  • Maurizio Piancastelli, tromba;
  • Sandro Comini, trombone.

Dunque, ecco le BALLATE FRA IL CIELO E IL MARE: amori di luci spente nella notte, di treni rincorsi affannosamente nel mezzo di una guerra, di un soffio di vento messaggero ma sono anche amori di un passato che ritorna furtivo, consumati in un caliente bolero al buio, che non sono stati insegnati mai, tra una segreteria telefonica ed un blues, di bugie per una macchina rotta ed un raffreddore, fragorosi come il rumore di cristallo che un cuore infranto produce.
Soprattutto sono canzoni che vanno ascoltate come se fosse la prima volta e ballate in due - magari sospesi in volo con un palloncino, tra il cielo e il mare, come l'omino della copertina!

Daniele Mignardi